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INCHIESTA G8 - GIP PERUGIA, CONDOTTE INDAGATI NO OCCASIONALI
(UJ.com) PERUGIA - Il gip di Perugia, Paolo Micheli, nell'ordinanza con la quale ha respinto le richieste di revoca della misura disposta il 27 febbraio scorso, sostiene che le condotte degli indagati, nell'ambito dell'inchiesta sugli appalti per i 'Grandi eventi', sono state "non occasionali". Così si è espresso sui presunti comportamenti illeciti contestati a Diego Anemone, Angelo Balducci e Mauro della Giovampaola. Secondo il giudice restano 'inalterati' sia il pericolo di commissione di nuovi reati della stessa specie, sia quello di inquinamento delle prove.
Il gip ha inoltre sostenuto che, 'contrariamente alle deduzioni difensive', le indagini dovranno contemplare un 'consistente contributo di prove orali e non solo le acquisizioni documentali e bancarie'. 'Prove non certo esauribili - ha aggiunto - nel breve lasso di tempo finora trascorso, sulla cui genuinita', tenendo conto delle peculiarita' delle strutture della pubblica amministrazione dove i soggetti pubblici operavano, e della rete di rapporti intessuta da Anemone, gli indagati sarebbero di certo in grado di incidere, ove si trovassero a godere di una pur parziale liberta'.
E' un dato 'pacificamente acquisito' che Diego Anemone fosse un imprenditore 'gradito alla struttura'. E' quanto sostiene il gip di Perugia Paolo Micheli nel provvediemnto con il quale ha respinto le richieste di revoca della custodia cautelare da parte dello stesso Anemone, di Angelo Balducci e di Mauro Della Giovampaola (mentre Fabio De Santis, anche lui arrestato nell'inchiesta sugli appalti per i Grandi eventi non ha presentato alcuna istanza). Secondo il giudice 'non e' seriamente sostenibile che il vertice della struttura non avesse avallato (se non addirittura promosso in prima persona) un sistema che portava lo stesso Anemone ad alzare il telefono per chiedere che i funzionari stabilissero una certa priorita' negli ordini di pagamento'. Dal provvedimento e' tra l'altro emerso che le piu' recenti acquisizioni istruttorie evidenziano 'la piena riferibilita' (anche) della societa' Medea ad Anemone'.
Una ''singolare coincidenza'' che riguarda Angelo Balducci e' emersa riguardo alle auto al centro dell'inchiesta in corso a Perugia sugli appalti per i cosiddetti Grandi eventi. Vetture che secondo i pm sarebbero state messe a disposizione di alcuni degli indagati in cambio dei presunti favoritismi nell'assegnazione dei lavori. Il gip ha infatti rilevato che Balducci, ''oltre a non dire la verita' a proposito dell'assicurazione da cambiare'', come sostenuto dai pubblici ministeri, non ha spiegato una ''singolare coincidenza''.
''Il 28 gennaio, guarda caso avendo saputo in mattinata che l'avvocato Egardo Azzopardi lo andava cercando per incontrarlo senza autista e senza cellulare (e dunque dovendo immaginare che le cose stessero precipitando) - ha sostenuto il giudice -, egli ebbe modo di ricevere la fattura della nuova Bmw i cui preventivi si andavano chiedendo da piu' di un anno, e trovo' anche il tempo di andare a Montepulciano per lasciare la macchina vecchia al personale di guardiania''. Nell'ordinanza si sottolinea tra l'altro che gli accertamenti piu' recenti sui voli aerei che Mauro della Giovampaola ha sostenuto di avere in parte pagato da se' e in parte attraverso la Medea, ''documentano che quando a pagare era tale societa' le disposizioni e prenotazioni alle compagnie aeree provenivano sempre'' da una dipendente di Anemone, ''cosi' come gli ordinativi di pagamento: ergo, all'epoca delle contestazioni, se a pagare era la Medea cio' significava che il denaro era dell'imprenditore Anemone e non del pubblico ufficiale Della Giovampaola''.





