Perugia, 31/07/2010 ore 03.40

città

DEMOLIZIONI: Migliaia di cittadini hanno assisitito alla demolizione dell'ex Pastificio Ponte

 
04/07/2009 ore 14.43

di Luana Pioppi
(UJ.com) PERUGIA - Un pezzo dell'economica di Ponte San Giovanni è stato distrutto, per sempre. In meno di 7 secondi quello che restava dell'ex Pastificio Ponte (chiuso il 12 giugno del 1990 a seguito di un incendio) è stato raso al suolo. Il silos di cemento armato, alto 50 metri, si è piegato su se stesso. E' andato tutto come previsto della General Smontaggi, la stessa che si sta occupando anche della demolizione dell'ex Monteluce. Alle 8,46 uno squillo di tromba ha dato l'annuncio dell'esplosione e pochi secondi dopo sono stati accesi i 600 detonatori e uno di seguito all'altro hanno fatto scoppiare i 125 chilogrammi di esplosivo gelatinoso collocati in 500 fori realizzati in 42 pilastri della struttura. Prima lentamente poi sempre più velocemente, il silos è crollato sotto gli occhi di migliaia di perugini, qualcuno anche commosso.

Sì perché l'azienda che ha popolato Ponte San Giovanni, molti erano le persone che ci lavoravano, è sparita per sempre. Restano solo il vecchio molino e la prima struttura dell'edificio che sono stati donati dal proprietario, la Colussi, al Comune di Perugia per realizzare due centri di aggregazione per i cittadini ponteggiani. Il resto del silos, che si è piegato di lato, sarà completamente demolito con mezzi tradizionali.
 
"Il mandato amministrativo – ha commentato il sindaco, Wladimiro Boccali – si apre con una demolizione, che però parla di futuro. Per Ponte San Giovanni sarà una trasformazione urbana decisiva. Quest'area è importantissima, perché legata da un lato al passato industriale del quartiere, dall’altro al Tevere che ne rappresenta l’identità. Il nuovo progetto, di un gruppo molto radicato al territorio come Colussi, farà rinascere, con il parco, questo tratto della sponda del fiume e arricchirà Ponte San Giovanni di nuove funzioni commerciali e direzionali". Il sindaco ha voluto ringraziare tutti coloro che hanno lavorato alla perfetta realizzazione dell’operazione, che, con il coordinamento della Protezione civile, ha in effetti visto impegnati Forze dell’ ordine, Polizia municipale, Vigili del fuoco, Asl, Corpo Forestale dello Stato, volontari. Tutto si è svolto come previsto e negli orari prefissati, senza particolari problemi e con disagi contenuti. Merito, secondo i responsabili della Protezione civile, anche della popolazione, del resto precedentemente informata sui corretti comportamenti da tenere, sia nella zona rossa (da evacuare) che in quella verde (da non evacuare, ma con alcune precauzioni da prendere).

Anche le polveri sono state controllate al meglio, perché già da ieri sera i cannoni ad acqua erano in funzione per bagnare il silos, mentre le dune artificiali hanno provveduto a smorzare le vibrazioni generate dall’ esplosione. L'evacuazione della zona rossa era cominciata alle 6, 30 per concludersi alle 7,15. Sono state interessate circa 250 persone. Dodici di queste hanno chiesto di essere temporaneamente alloggiate presso il palazzetto dello sport in Via Cestellini, dove erano disponibili generi di conforto. Qui hanno ricevuto la visita del sindaco, venuto a controllare che tutto andasse al meglio.

Alle 8 è stata bloccata nei due sensi di marcia la superstrada nel tratto più vicino alla zona dell’ esplosione e per il tempo strettamente necessario a garantire uno stato di sicurezza. Le strade interne di accesso alla zona rossa erano state già bloccate. Alle 8,20 circa, nella direzione operativa collocata all’ingresso del Deco Hotel, dopo un'ultima verifica, si è dato il via alla fase conclusiva. Dopo l’esplosione è stata effettuata una verifica tecnica per poter dichiarare finita l’emergenza e ripristinare, prima di tutto per il traffico, le condizioni di normalità.
 
Fatto confermato anche dall'architetto Stefano Chiavalon, progettista dell’intervento di General Smontaggi, che ha dichiarato: "Il ribaltamento è avvenuto secondo gli studi dinamici che abbiamo simulato virtualmente, non poteva riuscire meglio".
 Il signor Giovanni Conte, fondatore e General Manager della General Smontaggi, ha aggiunto: "C'è sempre grande tensione ed emozione prima dell’intervento, ma gli uomini della General Smontaggi ancora una volta hanno dimostrato di essere estremamente professionali ed appassionati nel loro lavoro di creatori di spazi. Questi interventi sono sempre un esame che non si può fallire: è il difficile di queste imprese".

Ponte San Giovanni si è sviluppato attorno al molino/pastificio, situato sulla sponda destra del Tevere, nel quartiere Pontevecchio, e costruito dai Bonaca nel 1874. A partire dai primi del '900, il pastificio Ponte ha ampliato la sua notorietà, ed il marchio della pasta Ponte è diventato conosciuto a livello nazionale. A seguito del disastroso incendio del 12 giugno 1990, il pastificio ha dismesso la sua tradizionale produzione.


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