Perugia, 08/09/2010 ore 12.30

cultura HP

UMBRIA JAZZ - RICERCA CTS-SVILUPPUMBRIA: SPETTATORE MEDIO E' MASCHIO, IMPIEGATO E SINGLE, STRANIERI SI FERMANO ALMENO 4 NOTTI

 
30/07/2010 ore 18.17

(UJ.com) PERUGIA - Il Cts di Assisi, assieme a Sviluppumbria, compie una rilevazione sull' evento Umbria Jazz per l'Osservatorio sul turismo della Regione, e questa volta sono stati intervistati poco meno di 500 spettatori. Umbria Jazz passata ai raggi x dell'analisi turistica, con punti di forza e di debolezza, attrattività, identikit del pubblico, modalità di uso. E qualche interessante dato sulla "ecocompatibilità" delle manifestazioni culturali e sulle esigenze delle famiglie: ovvero come andare ai concerti se si hanno dei bambini. Oggi i risultati sono stati presentati a Palazzo Donini e commentati da Fabrizio Bracco, assessore regionale e da Ciro Becchetti.

 

Il visitatore medio è maschio (63%), abbastanza giovane (per il 44% ha tra i 25 e i 40 anni), di cultura media o elevata (il 39% è laureato), fa l'impiegato (25%) o il libero professionista (19%). Infine, per il 40% è un single. Soggiorna durante il festival a Perugia (il 78%) ma anche nei dintorni, preferibilmente ad Assisi (4,8%). Più di prima arriva in Umbria con i mezzi pubblici, treno e aereo soprattutto, ma solo il 15% ha fatto scalo a S. Egidio, mentre ben il 57% di chi usa l'aereo é sceso a Fiumicino. Sono soprattutto gli stranieri a rinunciare all'auto privata. Lo spettatore medio preferisce l'hotel (46%) ma non disdegna sistemazioni alternative come case in affitto, agriturismo, campeggi, ostelli, e naturalmente le case degli amici. Il soggiorno medio cresce rispetto al passato, e questo vale soprattutto per gli stranieri. Il 67% di loro si fermano almeno quattro notti. Sugli strumenti di comunicazione, cresce internet e calano giornali e riviste, ma ben il 30% circa conosceva già il festival e vi ritorna, segnale di forte fidelizzazione. Già che ci sono, gli spettatori di Umbria jazz girano per il territorio, si concedono il piacere della tavola, frequentano altri eventi culturali.

 

Il 42% ha programmato una vacanza in Umbria prima o dopo il festival. In ogni caso l'Umbria non se la dimenticano: ben il 95% intende tornare e addirittura il 97% consiglierebbe ad amici e parenti una vacanza umbra. Tra i punti più alti nella scala delle "soddisfazioni" c'é infatti la bellezza dei luoghi in cui il festival si svolge, seguita dalla qualità del programma. Infine, i due aspetti innovativi della ricerca. Il 45% del pubblico pensa che una Umbria Jazz ecosostenibile sarebbe più attrattiva. Per realizzare questo obbiettivo sarebbe disposto ad un uso maggiore dei mezzi pubblici sia per arrivare in Umbria (34,8%) sia per spostarsi in loco (26,8%), e quasi il 10% adotterebbe il carsharing. Su questo tema si sta studiando un protocollo tra Regione e ministero dell' Ambiente per sperimentare proprio a Umbria Jazz alcune scelte chiave a tutela dell' ambiente nelle grandi manifestazioni culturali.

 

Ultimo aspetto: Uj e la famiglia. Nonostante il 40% di single, il pubblico gradirebbe servizi per la famiglia, in primo luogo rivolti ai bambini, sia per custodirli che per assisterli, mentre il 17,5% chiede spazi protetti per loro nei concerti. Dall'indagine, come ha sottolineato Bracco, emergono molte conferme, "tra cui - ha detto l'assessore alla cultura - che Umbria Jazz è un veicolo di promozione per l'Umbria e funziona in termini di sviluppo economico". A tal riguardo, Bracco ha ricordato i risultati della ricerca condotti dall'Università (un euro speso ne produce sette), e ha concluso che "bisognerebbe spiegare a Bondi e Tremonti che se si tagliano risorse per la cultura, in Umbria non si taglia il superfluo ma si sacrificano le opportunità di sviluppo della regione". Altro dato sottolineato da Bracco è che cresce nel pubblico l'attenzione per quei mezzi di trasporto, aereo e treno, su cui l'Umbria sta puntando.

 

 

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